Ti basta il giusto”: la lezione di felicità che Federico Zampaglione ha imparato in Thailandia

Alla vigilia dell’anteprima mondiale del nuovo horror “The Nameless Ballad”, il regista e frontman dei Tiromancino racconta a Taste of Thailand la filosofia che ha scoperto nel Paese del sorriso: vivere meglio non significa avere di più.

E’ una frase che colpisce più di tutte nell’intervista che Federico Zampaglione ha rilasciato a Taste of Thailand, la rivista ufficiale dell’Ente Nazionale per il Turismo Thailandese in Italia: “Noi occidentali abbiamo l’ansia di dover avere di più per vivere bene, invece loro ti insegnano a capire che ti basta il giusto”.

A pronunciarla non è un filosofo né un esperto di benessere, ma un artista abituato da sempre a vivere sotto pressione. Cantautore, frontman dei Tiromancino e regista cinematografico, Zampaglione si prepara infatti a presentare il suo nuovo horror “The Nameless Ballad”, che debutterà il 29 agosto al FrightFest di Londra prima di arrivare nelle sale italiane il 5 novembre.

Eppure, proprio nel momento in cui la sua carriera vive una nuova fase di intensa esposizione internazionale dopo il successo di The Well, il regista indica nella Thailandia il luogo in cui ha trovato una prospettiva diversa sul rapporto tra successo, benessere e felicità.

L’occasione è stata il suo quarto viaggio nel Paese del sorriso, il primo insieme alla moglie e attrice Giglia Marra, tra Phuket, il Mare delle Andamane e la vita quotidiana dell’isola.

Secondo Zampaglione, uno degli aspetti più sorprendenti della società thailandese è la capacità di vivere bene senza essere costantemente proiettati verso il prossimo obiettivo. “La gente magari vive con poco, ma sa vivere ed essere felice”, osserva.

Una riflessione che va oltre il semplice racconto di viaggio e si trasforma in una critica gentile a un modello occidentale spesso dominato dalla rincorsa continua al risultato, al possesso e alla performance. “Non serve il di più, diventa superfluo. Bisogna riuscire a vivere la giornata nel migliore dei modi”, racconta.

Nell’intervista emerge una Thailandia percepita non soltanto come destinazione turistica, ma come luogo capace di trasmettere una diversa qualità del tempo. Un posto in cui, spiega il regista, è possibile sentirsi in pace con sé stessi e con ciò che ci circonda.

A colpirlo è anche il clima sociale che si respira nel Paese. “In Thailandia c’è una specie di magia collettiva dove tutto quello che fai è mirato a stare bene”, racconta.

È forse questa la ragione per cui continua a tornarci. Dopo quattro viaggi, Zampaglione descrive la Thailandia come “un canto delle sirene”, un luogo che non si visita una sola volta ma che invita continuamente a ritornare.

Mentre il pubblico attende di scoprire le atmosfere inquietanti di “The Nameless Ballad”, il regista mostra così il volto più personale della propria esperienza di viaggio. Quello di un artista che, lontano dai set e dalle scadenze professionali, ha trovato nella Thailandia una lezione semplice e universale: la felicità non nasce necessariamente dall’avere di più, ma dalla capacità di riconoscere ciò che è già sufficiente.

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