Slow-Boat

Ci sono tanti modi per superare il confine tra Thailandia e Laos, ma il più affascinante in assoluto è senz’altro il tragitto sul corso del fiume Mekong a bordo di uno di quei tradizionali barconi di legno noti come slow boat.

L’escursione regala un ricordo quasi struggente dei due giorni passati a navigare sul fiume, scrutando la vita lungo le sue sponde colpite dal sole o ascoltando la pioggia scrosciare violenta sul tetto del barcone. Scivolando per interminabili ore nella corrente del Mekong si tocca il Laos più autentico, si fanno i conti con il tempo, si assaporano le distanze e si rende omaggio all’essenza più vera del viaggio, per non parlare dell’emozione di arrivare a Luang Prabang dal fiume.

Da Chiang Rai a Chiang Khong. La via più semplice di tutte per realizzare il percorso in slow boat verso Luang Prabang parte da qui. Nelle piccole agenzie di viaggio di Chiang Rai è possibile prenotare i biglietti per il trasporto in mini bus verso Chiang Khong, l’ultima cittadina thai situata sulla riva del Mekong.

Chiang Khong si trova nell’estremo nord della Thailandia, nel cuore del famigerato Triangolo d’Oro, a due passi dal confine birmano e a pochi metri da quello laotiano, un luogo ancora misterioso, segnato dal corso del fiume e dalle impenetrabili montagne. In questa piccola cittadina fluviale la cosa più piacevole da fare è stringere amicizia con altri viaggiatori e concedersi insieme a loro una cenetta allegra. La serata può concludersi dentro ad uno dei pochi bar dotati di biliardo posti sulla strada principale.

ll visto per il Laos a Huay Xai. La mattina successiva, appena svegli, ci si incammina verso l’ufficio di frontiera thailandese, posto vicino al porticciolo di Chiang Khong. Sbrigate le pratiche di uscita dalla Thailandia, si sale velocemente su una delle long tail boat che fanno continuamente la spola tra le due rive, e si sbarca a Huay Xai, in terra laotiana. All’ufficio immigrazione di Huay Xai è necessario pagare il visto di entrata in Laos, il cui prezzo si aggira sui 25/30 dollari, e varia a seconda della propria nazionalità. Espletate le formalità, si è pronti per l’imbarco sulla slow boat.

Questi lunghi e stretti barconi di legno, coperti nella parte superiore e aperti sui lati, sono dotati solitamente di panche di legno piuttosto dure, e offrono a bordo un piccolo servizio bar. Proprio per questo è consigliabile portare con sé un po’ di cibo, a meno che non vi accontentiate di zuppa di noodles in scatola.

Le slow boat si fermano di tanto in tanto per far salire a bordo persone locali e le loro merci, e per far scendere i passeggeri nelle fermate intermedie. La vita sulle sponde scorre tranquilla, tra bambini che fanno il bagno, animali che bevono, monaci in fila indiana, templi nascosti nella vegetazione. È un mondo affascinante e autentico, un paesaggio che cambia pochissimo lungo tutto il percorso, fino all’arrivo nel tardo pomeriggio a Pakbeng, la cittadina dove la slow boat e i suoi passeggeri fermano per la notte. Pakbeng ha una sola strada e tante piccole guesthouse economiche, i cui proprietari aspettano l’arrivo delle barche in cerca di clienti. Vista la numerosa offerta di sistemazioni è assolutamente superfluo prenotare con anticipo. In paese ci sono una manciata di ristorantini. La mattina si riparte per Luang Prabang intorno alle 8,00, con passaggio veloce davanti alle suggestive grotte di Pak Ou, e arrivo nella splendida cittadina laotiana intorno al tardo pomeriggio.

L’esperienza in slow boat in sintesi

PRO

Si tratta di una esperienza incredibilmente bella e suggestiva

Il fascino del viaggiare per lunghissime distanze su una barca di legno

Assistere allo spettacolo della vita sul fiume da una posizione privilegiata

CONTRO

Due giorni in barca, su panche scomode, possono risultare stancanti

La condivisione di spazi ristretti con sconosciuti può non piacere a tutti

Category_news: Da visitare, Fiume, Turismo